Bioarchitettura

Il sughero nella bioarchitettura

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Bioarchitettura

Quella che viene oggi riconosciuta con il termine di Bioarchitettura non e che la riscoperta e la valorizzazione di un complesso di conoscenze dalle origini spesso molto antiche ma sempre attualissime, basate sulla giusta comprensione e sul rispetto dei ritmi e dei fenomeni della Natura e, di conseguenza, sull’uso dei materiali che essa ci mette a disposizione, nel costruire e nel ristrutturare. Fino a poco tempo fa, parlare dei disturbi provocati dalle anomalie delle linee di campo del campo elettrico terrestre, o della pericolosità del vivere nelle vicinanze degli elettrodotti, o ancora dei nocivi influssi su edifici e su persone indotti dalla presenza di corsi d’acqua sotterranei, equivaleva a dichiararsi superstiziosi e creduloni, ed il commento più benevolo era “cose da rabdomanti…”.

Le cose, pero, stanno fortunatamente cambiando e sempre più professionisti ed operatori del settore si avvicinano a questo bagaglio di conoscenze e di esperienze che vengono oggi rese comprensibili e fruibili da chiunque dalle moderne tecnologie, che ci mettono a disposizione gli strumenti per rilevare, per misurare, per sondare, per imparare a conoscere 1’ambiente e a riconoscere i rischi in esso celati. Descrivere i suddetti rischi richiederebbe molto tempo, ma vale la pena ricordare che possono derivare sia dalla conformazione geologica dei terreni, sia dagli interventi umani di costruzione o di modifica; terreni particolarmente conduttori, quali i carboniferi, i ferrosi, gli argillosi, per esempio, danno luogo spesso a pericolosi fenomeni di rifrazione dei raggi cosmici, cosi come può rivelarsi nociva la presenza di Radon, gas radioattivo di origine naturale.

Come hanno recentemente dimostrato due noti episodi, uno a Lione e 1’altro a Seul, grandi e moderni grattacieli sono stati demoliti essendosi rivelati assolutamente invivibili, a causa dei disturbi elettromagnetici delle strutture di cemento armato su chi vi viveva.

Sono molte, in definitiva, le cause che da sole od interagendo tra loro possono creare condizioni patogene anche molto pericolose.

Quali le soluzioni e le difese? Ideale sarebbe il poter disporre sempre, nel progettare, di aree il più possibile “sane” secondo i principi della Bioarchitettura, ma questo e in pratica impossibile, specialmente in zone urbane, con vincoli o conformazioni particolari.

Di conseguenza, se non possiamo scegliere il “dove” costruire e necessario ottimizzare il “come” costruire o ristrutturare; anche stavolta (guardacaso) è la natura la migliore maestra e alleata.

Essa ci mette a disposizione, da sempre, tutta una serie di materiali insostituibili in edilizia, prodotti tra i quali spicca il SUGHERO, il materiale naturale per eccellenza.

D. Valori .

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